Più di 2000 anni fa il famoso Ippocrate, medico dell’antichità greca considerato uno dei fondatori della scienza medica, disse: “Tutte le malattie hanno origine nell’ intestino”.



La sua deduzione è confermata da numerosissimi studi medici che dimostrano il forte legame tra la qualità del lavoro svolto dall’organismo e le nostre difese immunitario, cioè il rischio di insorgenza di diverse malattie.

Oggi gli scompensi dell’attività intestinale sono messi in relazione non solo con fenomeni quali stipsi e diarrea, bensì con molti altri problemi: mal di testa, allergie, raffreddore cronico e tosse, disturbi del sonno, gengivite, spossatezza, apatia, riduzione dell’efficienza cerebrale, malumore. I problemi che interessano l’intestino hanno inoltre conseguenze sul nostro aspetto: il colore dell’incarnato del volto tende al grigiastro, sorgono eruzioni cutanee, compaiono rughe prematuramente, i capelli diventano fragili e secchi e si intensifica la lor caduta.  

Se non si porge la dovuta attenzione a questi allarmanti segnali e non si intraprendono delle misure per risanare l’intestino non è difficile incappare nel giro di poco tempo in seri problemi di salute.



Per capire le ragioni per cui il funzionamento dell’intestino svolge una così forte influenza sul nostro stato di salute fisica, emozionale e cognitiva occorre comprendere come funziona il microbiota che vive nell’intestino.

Oggi si sente più spesso parlare di questo termine invece che di “microflora” in quanto è più corretto per designare il complesso di questo biosistema.  Infatti la parola flora poco ha a che vedere con i batteri, funghi, virus ed altri microorganismi che popolano l’intestino, pertanto chiamare questo complesso microflora non è effettivamente corretto (anche se questo termine continua ad essere ampiamente utilizzato).

Una parte dei microorganismi che compongono il microbiota sono nostri amici, altri si comportano invece da come parassite e nemici. Dei primi fanno parte i bifido e lattobatteri, dei secondi i microrganismi patogeni.

Se nella vostra alimentazione includete una quantità sufficiente di fibre (almeno 400 g. al giorno di verdura e frutta, secondo le raccomandazioni dell’OMS) e di prodotti fermentati, state sicuramente mantenendo in salute i “vostri amici”, cioè il possedete un microbiota in buono stato. 

Al contrario, se consumate frequentemente carboidrati di rapida assimilazione, prodotti raffinati molto ricchi di zuccheri e con basso valore nutritivo, state nutrendo i batteri sbagliati, quelli nocivi. Più cibo malsano è presente nella vostra dieta, più frequenti saranno gli scompensi del vostro intestino.

E peggiore sarà la vostra salute.



Il peso di tutti i batteri che popolano l’intestino di una persona raggiunge circa un chilo e mezzo. 

Questa “comunità” regola molti dei processi vitali che avvengono nell’organismo e svolge addirittura un’influenza sul modo in cui ci comportiamo; è pertanto importantissimo che essa viva in armonia!



Non c’è nulla di sorprendente in ciò, in quanto l’intestino svolge una funzione attiva nello svolgimento delle reazioni difensive dell’organismo contro i microrganismi, causa di diverse malattie. 

Nella sua tonaca mucosa vivono circa il 70% di tutte le cellule immunocompetenti dell’organismo.
 Circa il 25% della mucosa intestinale è composta da tessuti e cellule attive dal punto di vista immunologico. Ogni metro di intestino contiene circa 1010 linfociti che demoliscono le cellule estranee, bloccano gli allergeni, ostacolano la penetrazione nel sangue di sostanza avverse e batteri patogeni. 

Se il microbiota perde il suo equilibrio (ad esempio, a seguito di un’alimentazione sbilanciata), l’intestino non riesce a svolgere pienamente la sua funzione immunomodulante, proprio perché l’organismo non riceve sostanze nutritive a sufficienza. 
La persona inizia così ad ammalarsi, soprattutto nella stagione dei raffreddamenti.



L’intestino stabilisce in larga misura anche il funzionamento del sistema nervoso, ovvero l’efficienza del cervello, l’umore e la capacità di tenere sotto controllo lo stress. 

Non è incredibile che nell’intestino si trovino circa 100 milioni di cellule nervose? Proprio per questa ragione spesso l’intestino è chiamato anche il “secondo cervello” nell’intento di sottolineare il forte legame con le capacità cognitive e lo stato emozionale della persona. Effettivamente lo stress e la depressione sono spesso accompagnati da disturbi della digestione e persino meteorismo. 
Probabilmente avrete sperimentato anche da soli che l’intestino reagisce intensamente alle emozioni negative. La paura ad esempio causa a volte una sensazione di vuoto allo stomaco, una forte ansia aumenta la peristalsi e può insorgere la sindrome dell’intestino irritabile. Le famose “farfalle nello stomaco” non sono una semplice metafora, ma descrivo una sensazione realmente tangibile provata dal “cervello intestinale” in risposta a forti emozioni positive.
Una significativa quantità di serotonina (l’ormone della felicità) viene sintetizzata proprio nel tratto gastrointestinale. L’alterazione di questa funzione può generare depressione, interruzione del ciclo “sonno-veglia”, peggioramento della memoria e della prontezza mentale, irritabilità e insicurezza.



L’energia di cui disponiamo è strettamente legato all’efficienza dell’intestino.

Se mangiamo perlopiù alimenti raffinati e confezionati l’organismo non riceve tutte le proteine, grassi, carboidrati, fibre, vitamine e minerali necessari per assicurare il funzionamento ideale del nostro organismo.
Se il metabolismo è regolare si prova benessere e ci si sente energici. 

Al contrario, la debolezza, il rapido affaticamento e la riduzione della resistenza fisica sono spesso sintomi del fatto che nella digestione e nell’assimilazione del cibo non sta andando tutto bene.



…e ovviamente ad uno squilibrio del microbiota intestinale corrisponde una estrema difficoltà ad eliminare il sovrappeso.

I batteri benefici controllano la reazione dell’organismo ai carboidrati, trasformandoli in grassi o in energia. Se vi alimentate in modo qualitativamente corretto e variato (o integrate la vostra alimentazione con i necessari integratori alimentari), allora mantenete il vostro microbiota in equilibrio. Di conseguenza migliora la fermentazione dei carboidrati favorendone la combustione; in tal modo si riduce il rischio di obesità e di insorgenza del diabete di tipo II.

I batteri benefici dell’intestino intervengono nella sintesi di numerose sostanze necessarie per la salute dell’organismo (ad esempio, le vitamine del gruppo B); pertanto una ridotta attività di questi batteri si riflette negativamente sulla condizione della pelle e dei capelli, che sono i primi a manifestare sofferenza quando siamo in carenza di nutrienti. 

Se nell’intestino e nel fegato si accumulano importanti quantità di tossine l’apparato digerente perde la sua capacità di evacuare queste tossine autonomamente, ed è così che l’organismo inizia ad eliminarle attraverso la pelle. Le conseguenze sono il colore grigiastro dell’incarnato del volto, la comparsa di eruzioni e di acne.



Come possiamo vedere, l’intestino è lo specchio della salute della persona. Se esso funziona come un orologio, la persona ha delle robuste difese immunitarie e si ammala di meno.
 
Risultato: energia, buonumore, linea e bell’aspetto!

Non è casuale che proprio sulla salute intestinale si concentrino oggi le attenzioni di specialisti, medici e ricercatori quando si parla di corretta alimentazione.



Purtroppo la stragrande maggioranza delle persone oggi ha problemi intestinali. 
Ci sono praticamente nella vita di ognuno di noi uno o più fattori che vanno a sbilanciare l’attività di questo importantissimo organo.

Alimentazione sbilanciata (carenza di fibre, di latticini fermentati o altri alimenti fermentati; prevalenza di cibi raffinati con basso valore nutritivo, troppo carboidrati ad alto indice glicemico).
Mancanza dell’abitudine di bere ogni giorno acqua (dose giornaliera di 1,5 – 2 l). La carenza di acqua peggiora la peristalsi e i nostri “scarti” non possono muoversi liberamente attraverso l’intestino. Ne derivano episodi di costipazione in conseguenza dei quali le tossine non vengono tempestivamente evacuate dall’organismo.
Stati di stress. Secondo gli specialisti frequenti stati d’ansia e inquietudine possono causare la sindromi dell’intestino irritabile. 
Assunzione di medicinali.  Gli antibiotici uccidono non solo i batteri patogeni, ma anche quelli a noi favorevoli, portando spesso a scompensi intestinali. Inoltre alcuni medicinali presentano come effetto collaterale diarrea e altri disturbi del tratto gastrointestinale.
Sedentarietà (lavoro sedentario, non si pratica sport o non si svolgono compiti che richiedono impegno fisico). La mancanza di movimento riduce il tono dei muscoli addominali riducendo anche il tono intestinale e la peristalsi. Nella media le persone che lavorano sedute la maggior parte del giorno sono più soggette alla stipsi di 2-3 volte rispetto a chi è fisicamente attivo. 



Anche se si intraprendono dei tentativi per cercare di ovviare a situazioni come quelle appena descritte, purtroppo si tratta il più delle volte di azioni localizzate e limitate nel tempo. 
Ad esempio si possono assumere di probiotici dopo un corso di antibiotici, o dei fermenti dopo un’infezione intestinale. 

Si tratta tuttavia di misure parziali che alleviano solo momentaneamente il problema, ma non lo risolvono. 



Se volgiamo stare in salute e avere delle difese immunitarie efficienti dobbiamo però approcciarci a questo problema in maniera più articolata. L’organismo è un unico sistema in cui tutti i processi vitali sono interconnessi tra di loro. 
L’intestino, in quanto principali organo “che nutre”, deve essere il primo ad essere preso in considerazione in tal senso. Dal suo funzionamento dipende infatti la salute di ogni cellula, che deve ricevere ogni giorno una determinata combinazione di sostanze nutritive per poter svolgere pienamente le sue funzioni. 

Pertanto:

1.Preferite i programmi complessi
, elaborati da aziende affidabili. Diffidate delle “pastiglie miracolose” che in poco tempo promettono di annullare gli effetti negativi di anni di eccessi gastronomici, intossicazioni e altri fattori. I miracoli non esistono.


2.Ricordate che il risanamento del tratto gastrointestinale, se vuole essere efficace e sicuro, di norma deve durare più di una settimana. L’organismo è un sistema dalla struttura complessa ed è impossibile resettarlo in un paio di giorni. Occorre non solo rimuovere cioè che è in eccesso e nuoce (obiettivo della maggior parte dei programmi detox), ma anche integrare le carenza e normalizzare l’equilibrio della microflora intestinale. 


3.Tenete presente che un programma che si rispetti deve contenere necessariamente anche raccomandazioni alimentari. Se il produttore afferma che con il tal prodotto potrete normalizzare l’attività digestiva (e in più “purificarvi” e dimagrire) senza nulla cambiare nella vostra dieta, non è il caso di farvi affidamento. Solitamente il prodotto miracoloso è descritto con tinte esotiche, rarità e difficoltà di reperimento; può essere accompagnato da un’affascinante leggenda o al contrario presentata come un’“innovazione scientifica” finora tenuta segreta e disponibile ora anche per il grande pubblico. Tutto ciò colpisce l’immaginazione del consumatore ingenuo e giustifica il prezzo gonfiato.

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